Fiori di zucca croccanti

In questi giorni la raccolta dei fiori di zucca è stata particolarmente fruttuosa! Ringrazio l’orto dei miei genitori… e soprattutto il fatto che sono andati in vacanza!!! Così ho avuto accesso libero a tutte la loro primizie! Eeeeee vaaaaiiii!!!
Nel raccogliere questi fiori mi sono scoperta per la prima volta ad ammirare il loro colore: punto di luce giallo arancio che, piccola ma potente e delicata, emergeva dalla coltre di foglie pungenti delle piante di zucca e zucchine. Ho dovuto far loro una foto in mezzo al prato per fermare la loro bellezza…
E poi… pronti con tutti gli ingredienti per render loro onore anche in cucina!
Ingredienti
Una ventina di fiori di zucca
5 C di farina 0
1 C amido di riso o di mais
Due prese di sale
Acqua frizzante q.b.
Olio evo
1 prugna umeboshi
Come si prepara?
Innanzitutto prepariamo la pastella: uniamo tutti gli ingredienti fino ad ottenere una pastella di media densità, in modo che, al momento di immergevi i fiori, ne rimanga aggrappata un po’. Il sale va aggiustato in modo che ce ne sia abbastanza da non doverne aggiungere a crudo alla fine. La cottura del sale, in termini generali, lo trasforma in modo che esso non crei irrigidimento delle arterie, della membra… Mettiamo quindi il composto in frigo per almeno mezz’ora.
Puliamo i fiori togliendo il pistillo in modo che rimanga solo la corona di petali che sciacqueremo brevemente. Sgoccioliamo e tamponiamo bene, quindi riponiamo anche i fiori in frigo. Sia questi ultimi che la pastella devono restare nel frigorifero fino all’ultimo momento: questo assicurerà una frittura più croccante e soddisfacente!
Quando è il momento di friggere, versiamo in un piccolo pentolino dalle sponde alte e dal fondo spesso, 2 dita di olio evo ed una prugna umeboshi o un pezzo di alga kombu. Ok… tutto questo va spiegato:
- Usiamo l’olio evo perché, contrariamente all’olio di mais e girasole, ha un punto di fumo tale che permette cotture fino ai 210° circa. Lo stesso non può dirsi degli altri due: se ve li vendono come tali è perché hanno subito qualche forma di trattamento. So bene che l’olio evo ha un costo, ma c’è da dire che la frittura andrebbe dosata in modo da mangiare qualche pezzo di fritto a pasto e non così frequentemente. A questo aggiungiamo anche il fatto che il quantitativo di olio che useremo, per questa come per altre preparazioni fritte, è davvero irrisorio. Inoltre… lo facciamo per la nostra salute J
- Usiamo la prugna umeboshi/alga kombu perché arricchisce la nostra frittura di sali minerali utili per la sua digestione e perché questo permette di non lasciare mai “da solo” l’olio bollente: così facendo avremo meno possibilità di raggiungere il punto di fumo. Se doveste fare fritture lunghe e la prugna iniziasse a carbonizzarsi, sostituitela.
Mettiamo il pentolino sul fuoco: l’olio è pronto quando, versandoci un po’ di pastella dentro, questa friggerà bene tanto da salire a galla in qualche secondo. A questo punto avremo già tolto i nostri ingredienti dal frigo (fatelo a ridosso della cottura) ed inizieremo ad impastellare un fiore per volta immergendolo quindi nell’olio. Mettetene pochi pezzi, avendo cura di non sovrapporli l’un l’altro. Girateli sottosopra: saranno pronti quando ben dorati e croccanti (li potete testare toccandoli con una forchetta).
A questo punto li togliamo dall’olio lasciandone uno dentro. Mettiamo un nuovo fiore impastellato a friggere e solo a questo punto togliamo dall’olio anche l’ultimo rimasto dalla tornata precedente. Questo permetterà ancora una volta di non lasciare mai “da solo” l’olio (anche se dentro c’è l’umeboshi). Fatto questo, procediamo ad immergere anche gli altri fiori della seconda tornata e così via per la terza, la quarta… finchè ne avete.
La vostra frittura è pronta e va mangiata calda e possibilmente subito… Se questo non fosse possibile, scaldate il forno a 100-120°, mettete la frittura appena cotta su di una teglia di ceramica o vetro con la carta assorbente e riponetela nel forno caldo a mano a mano che la fate, fino al momento di servirla.
E buon appetito!