Germogli

Devo confessare che circa un anno fa ho comprato uno di quei meravigliosi germogliatori con tanto di strati oscurati per assicurare una perfetta aereazione, quantità di luce e benessere ai miei futuri germogli… Risultato: una scatola ancora imballata e mio marito che ancora mi prende in giro per l’ennesimo acquisto inutilizzato con cui stiamo riempiendo casa :’(

E qui il mio riscatto. Da qualche giorno ho riscoperto (o meglio… scoperto!) la passione per questo favoloso alimento. La scintilla??? Ha gran poco di poetico… mi è capitata tra le mani una ricettina per dei super cubotti energetici con germogli di grano saraceno, polvere di cacao e di carrube che non potevo non provare!!! Problema: stiamo traslocando, quindi mai andrei a turbare la quiete familiare spacchettando qualcosa che è già perfettamente imballato!!! Ordunque come fare? Barattolino, garza, acqua, un ambiente buio ed il gioco è fatto!!!

Solo due parole sui germogli per chi volesse invece partire da basi più salutistiche delle mie!

Il germoglio esprime il massimo della potenzialità della pianta. Il piccolo seme che come un piccolo big ben contiene tutti i nutrienti di cui la pianta ha bisogno per crescere, vengono attivati dal contatto ed assorbimento dell’acqua che come una miccia accende il processo di germogliazione di una nuova vita. Quando noi ci nutriamo con questo alimento ne assorbiamo in toto non solo tutti i nutrienti che esso possiede in grande concentrazione, ma a livello energetico anche tutte le potenzialità di una nuova vita carica della sua naturale spinta propulsiva di espansione.

Non solo: ciò che nel seme congela i nutrienti in attesa di questa scintilla vitale è un acido, chiamato acido fitico. Ne avrete sentito sicuramente parlare in merito a cereali e legumi ed al grande dilemma che li circonda rispetto alla presenza di questo elemento ed il come annullarne gli effetti. L’acido fitico ha la capacità di stringere legami molto forti con elementi essenziali come calcio, ferro, magnesio: questo gli permette di trattenerli per il futuro sviluppo della pianta. Il processo di germogliazione ed il conseguente innescarsi dell’enzima fitasi provocano la scissione di questi legami per rendere disponibili i nutrienti alla crescita della nuova vita. Ne consegue, dunque, che questo acido all’interno del nostro corpo si comporta come una vera calamita verso questi sali minerali con cui crea forti legami (fitasi) non assimilabili dal nostro intestino. Quindi sotto certi punti di vista questo può essere un vantaggio (l’eliminazione dell’eccesso cancerogeno di ferro) ma da altri, come quello del limitato assorbimento di calcio, esso potrebbe rivelarsi un vero problema. Per chi, come me ad esempio, già geneticamente possiede un difetto nella formazione di vitamina D (che presiede all’assimilazione di questo elemento), prestare attenzione ai meccanismi di disattivazione di questo acido potrebbe essere d’aiuto.

E qui veniamo alla germogliazione: come detto prima questo è uno dei metodi per disattivare l’acido fitico e rendere disponibili tutte le meravigliose proprietà di semi come cereali e legumi.

Ecco! Finito l’angolo della saputella J Pront*??? Ora faremo i germogli. Ecco cosa vi serve se non avete il germogliatore:

  • Un barattolo/vaso di vetro dalla base larga (non come quello che ho usato io qui…)
  • Una garza
  • Un elastico
  • Semi del tipo che preferite (io qui ho usato quelli di grano saraceno)

Date uno sguardo ai vostri semi per eliminare quelli rotti per quel che vi riesce. Quindi metterli in un colino e risciacquarli, disporli in un barattolo di vetro e con acqua corrente a filo (in modo che i semi non escano) riempire il barattolo e farla scorrere per eliminare eventuali impurità.

Svuotare dunque il barattolo fino a lasciare 5 dita di acqua sopra i semi, coprire con una garza e fermarla con un elastico.

Lasciar riposare al buio a temperatura media (15-25°) per 6 ore per i semi piccoli e 12 per quelli più grandi. Si può ad esempio mettere il vaso in un sacchetto di carta (marrone) e riporlo nei piani alti della cucina (che di norma è la zona più calda di questa stanza)

Al termine di questo tempo di ammollo, svuotare l’acqua attraverso la garza e sciacquare (sempre attraverso il telo). Rimettere quindi il barattolo al buio.

Ripetere l’operazione di risciacquo e messa al buio per 2 volte al giorno i primi 3 giorni, quindi una volta al giorno. Normalmente attorno al quinto giorno il germoglio raggiungerà una lunghezza di circa 4 centimetri…. E’ pronto!

Mettere il barattolo esposto alla luce naturale (ma non diretta) per 8 ore circa: i germogli si arricchiranno di clorofilla.

Disporre i germogli in un colino e risciacquare con delicatezza. Eliminare le bucce ed i semi non germogliati (per quanto possibile), quindi lasciar colare bene, riporli in un vaso a chiusura ermetica in frigorifero.

Dopo 3 giorni, se non consumati, sciacquarli di nuovo, scolarli e riporli in frigo.

Consumare entro 5/7 giorni.

Si possono mangiare crudi nelle insalate, sbollentati o saltati (anche se perdono parte delle loro proprietà), uniti alla frutta e verdura in smooties ed estratti, marinati, frullati in yogurt di soia o in latti vegetali, tritare ed unire a maionese o senape per salsine da urlo, ecc. Comunque sia, il modo migliore di consumarli è a crudo e specialmente in primavera, quando il nostro corpo si predispone alla forte energia di rinnovamento che la bella stagione porta con sé.

E qui torniamo alla mia spinta propulsiva iniziale alla germogliazione: due ricettine da provare che troverete in due link successivi:

CIOCCO-CARRUBOTTI CON GERMOGLI

PAN GERMOGLIO

Buon Appetito!!!